"Noi" più importante dell'"Io"

“Le buone squadre diventano grandi quando i loro membri si fidano gli uni degli altri abbastanza da subordinare l’ “IO” al  “NOI”. 

-          P. JACKSON -

 

In questi giorni stiamo vivendo giornate molto difficili, dense di preoccupazione e paura per quanto sta succedendo a causa del coronavirus. I nostri amati dottori, infermieri che assistono tutti noi a gestire il diabete, sono chiamati in prima linea nelle corsie degli ospedali per proteggerci da questo tremendo virus che si sta insinuando tra di noi e sta portando via la vita e l’affetto dei nostri amici, parenti.

Sono innumerevoli gli appelli da parte del nostro governo, da parte di sanitari, da parte di personaggi pubblici a rimanere a casa, a rinunciare alla “libertà del singolo” a favore di un bene ancora più grande, quello della  vita di tutti.

In questi giorni in cui si riscoprono valori come quello della famiglia, dell’insegnamento, del “fluire calmo della vita”, ci stiamo dedicando ad attività lasciate riscoprendo piaceri che la vita frenetica ci aveva fatto dimenticare .

Forse le attività più belle per questo periodo sono la lettura di un bel libro ma anche l’ascolto della musica e, per i più fortunati, l’ascolto dei rumori della natura stando sdraiati nel proprio giardino….

Vorrei riportare di seguito un passaggio del libro “Il metodo danese per crescere bambini felici” di Jessica Alexander che ci riporta all’importanza del NOI, che in questo periodo facciamo fatica a capire ma che, risulta essere essenziale per ogni singolo IO.

 

“Quando mettiamo noi al posto di Io perfino il malessere diventa benessere”

Il concetto di intimità e hygge ha molte implicazioni, ma fondamentalmente significa mettere da parte se stessi a beneficio del gruppo. Significa lasciare i problemi fuori della porta e sacrificare i bisogni e desideri personali per rendere più piacevole riunirsi con gli altri. E’ un'esperienza molto più bella da trasmettere ai propri figli. A loro non piacciono i drammi degli adulti, le negatività, e le controversie. I bambini sono molto felici di stare tutti insieme in un'atmosfera intima, serena e accogliente con le persone care! E se imparano l’ hygge, saranno in grado di trasmetterlo un giorno anche ai loro figli.

 C'è un racconto sul paradiso e l'inferno che ci sembra illustri bene questo concetto.

 Nell'inferno, c'è una grande tavolata dove si fa un ricco banchetto con vino cibi e candele, ma l'atmosfera è fredda. Le persone attorno alla tavola sono pallide ed  emaciate, e c'è una cacofonia di lamenti e grida che riempie la sala.

Al posto della delle braccia, quelle persone hanno lunghi bastoni che impediscono loro di prendere il cibo e portarselo alla bocca, per quanto possono provarci non ci riescono. Patiscono tutti la fame, nonostante la grande abbondanza di cibo che hanno davanti.

In paradiso c'è più o meno la stessa scena. C'è sempre una grande tavolata il banchetto e le candele. Ma qui la tavola è circondata da persone allegre e sorridenti. Cantano e mangiano. L'atmosfera è intima e piacevole, e tutti si godono il cibo, il vino è la compagnia. La cosa buffa è che anche loro al posto delle braccia hanno di bastoni molto lunghi. Ma invece di cercare di mangiare ognuno per conto proprio, si imboccano a vicenda. In questa semplice metafora, cambia la prospettiva  - mettendo “noi” al posto di “me” o “io” si è cambiato l'inferno in paradiso……”. J.Alexander