Campi Scuola

Con varie sfumature rapportate all’età dei bambini e/o adolescenti sono dei "momenti" di educazione ed addestramento teorico-pratici all'autogestione della malattia organizzati in forma "residenziale", in ambienti extraospedalieri al quale partecipano in funzione di docenti, per le singole competenze, medici ed infermieri qualificati, una dietista, una psicologa, un’esperta in animazione, alcuni diabetici guida (adolescenti particolarmente preparati ed addestrati), uno/due rappresentanti dell'associazione che collabora all’organizzazione del campo.
La durata di un campo, normalmente, è di circa 7 giorni, un periodo in cui i sanitari ed i ragazzi fanno vita comune.
Le lezioni teoriche si alternano ad esercitazioni pratiche permettendo in tal modo di verificare il grado di apprendimento e colmare eventuali lacune.
Ciascun ragazzo è stimolato a compiere da solo, qualora non lo faccia già, i controlli e le terapie necessarie.

Naturalmente al campo si deve proseguire e completare un discorso iniziato in ospedale al momento della diagnosi con la differenza che all'inizio della malattia i veri interlocutori erano i genitori, mentre al campo è il ragazzo ad essere coinvolto e responsabilizzato in prima persona.
Vivere in stretto contatto, 24 ore su 24 consente ai medici di osservare più direttamente i ragazzi e stabilire con loro non più un rapporto di dipendenza medico-paziente ma un'attiva e diretta collaborazione.
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Il campo scuola è quindi il primo passo per l'autonomia del ragazzo da una famiglia spesso (e logicamente) iperprotettiva. Questi giorni passati "da solo" rassicurano i genitori, spesso titubanti all'inizio, sulla capacità del figlio di autogestirsi e sviluppano nel figlio una maggiore sicurezza di sé.
Ciò avviene talora anche per una sorta d'emulazione e spirito di gruppo; non a caso al campo anche i più reticenti provano con successo a farsi da soli l'iniezione d'insulina, regolano coscientemente la propria alimentazione, eseguono diligentemente e con costanza i vari test per il monitoraggio del proprio stato metabolico (glicemia e glicosuria).

Allo stesso tempo sia i medici che lo psicologo hanno modo di rilevare le reazioni e le caratteristiche comportamentali di ciascuno; infatti, non sono da sottovalutare anche i problemi di carattere sociale e psicologico che prima o poi questi bambini, una volta diventati adolescenti, si trovano ad affrontare anche perché bombardati da messaggi pubblicitari che spingono a consumi di bevande, dolciumi e gelati rendendo questi ragazzi insoddisfatti e compressi nel proprio stato di salute.